Ancora un traguardo dei partecipanti al laboratorio creativo di genitorialita’ dello spazio adolescenti /giovani Giovanni Paolo II presso l’Associazione culturale” Forum” di Massafra.
Al termine del modulo ” l’esperienza dell’uomo di fronte a bene”,  hanno presentato un’ esperienza creativa di bene a partire dal significato della parola amore attingendo a diverse modalità espressive (scrittura, suoni , colori e profumi). Complimenti.
Grazie a tutti ed appuntamento al prossimo e nuovo modulo a partire da Mercoledì prossimo ore 20.30 presso la sede dell’Associazione culturale Forum sita in corso Italia a Massafra.

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Di seguito sono riportate la poesia inedita, composta da uno dei partecipanti (Franco), che ha fatto da filo conduttore all’esperienza ed alcuni commenti ispirati dal componimento.

 

La luce di un fiore

Cominciai a percorrere un’altra strada, sicuramente più lunga ma meno complicata della precedente.

Una strada di tanti fiori diversi fra loro ma splendenti di una luce che è difficile vedere quando sei impigliato in un giro di rami secchi e bruciati in un bosco tetro che incute paura e a volte tristezza.

Ora, quella luce la vedo anch’io, in quell’immenso campo di fiori e sono tanto felice perché quando ero già stanco di camminare ed avevo deciso di fermarmi, vidi che stava nascendo un fiore e decisi di aiutarlo a crescere.

Camminerò sempre e guarderò lontano, il più lontano possibile e quando,  sulla strada, vedrò un piccolo fiore lo aiuterò a crescere.

 

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A volte la strada della vita può essere piena di insidie, inizi a non volerti più bene, a non amarti, a non vedere ed apprezzare le bellezze della natura, dell’amore che potresti dare e ricevere. Ma ci può essere una svolta che ti porta a percorrere una strada più lunga. Nel suo percorso, incontri persone a cui voler bene ed amare, luoghi incantati dove la natura sprigiona gioia, tanta, da farti sentire e stare ben con te stesso e con gli altri, ad avere uno sguardo più ampio e profondo che ti permette di cogliere anche la più piccola cosa, anche se in quel momento insignificante, ma che ti porta gioia, serenità e amore nell’anima.

 

La vita è un bene prezioso che vale la pena realizzare anche se a volte ci mette dinanzi a situazioni difficili e amare. L’ incontro con persone sbagliate, ci destabilizza, ci scoraggia, ma  non bisogna lasciarsi imbrigliare, soffocare, occorre continuare a guardarsi intorno per trovare la luce che ci illumina. Ognuno di noi è un fiore che si deve prendere cura di se per poter dare luce agli altri. Ogni volta che si supera un periodo difficile, sembra che la nuova strada da percorrere sia più lunga, più dura, perché si resta impigliati nelle ferite. Il terreno, intorno, incute paura e non ti fa apprezzare le cose belle della  vita e le persone che amiamo. Non dobbiamo  fermarci ma andare oltre e riscoprire quella luce che ci abita per poter diffondere amore.

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Tutto ciò che è fatto per amore, è sempre al di là del bene e del male. L’amore è un sentimento che sopravvive alle cattiverie, che supera i propri limiti, che ti fa andare incontro all’altro, che sa chiedere scusa e sa perdonare. Amare è rendere liberi  gli altri rendendo anche liberi se stessi. Il bene e l’amore di due persone danno vita e quella vita, se donata con amore, ti rende felice anche se non ricevi nulla in cambio.

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La vita è meravigliosa. A volte, quando gli avvenimenti si accaniscono e attentano alla nostra serenità, proprio in questi  frangenti, il Signore ci prende per  mano e ci pone di fronte l’ infinita bellezza del  creato, gli uomini, la natura. Quasi a dirci: vedi è solo di questo che hai bisogno: l’indispensabile ci è stato donato, è dentro di noi e non c’è bisogno di ricercare altro. Occorre fare silenzio per far emergere l’Io che è in noi. Siamo stati creati a sua immagine e somiglianza, con tutto l’amore già dentro di noi e intorno a noi, Lui vuole vedere felici i suoi figli, non dobbiamo rimuginare su quanto accaduto nel passato, il nostro tempo è il presente, vivere qui ed ora. Lui si mostra a noi ogni giorno, nel sole che sorge e nel giorno che finisce, nell’eterno alternarsi dei cicli della vita, così come negli occhi di un bambino o di un vecchio, di un malato e di chi gli sta accanto, perché è nell’amore per i fratelli, nel venir loro incontro soccorrendoli nelle loro necessità materiali e spirituali, nell’ascoltarli che noi riceviamo da loro ciò che ci fa progredire nell’amore.

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L’amore per me consiste nei fatti concreti: sporcarsi le mani, abbracci, odori, guardarsi negli occhi, il dialogo, il silenzio. E’ bello quando stiamo insieme tre generazioni che fanno tre quintali di salsa per l’inverno; preparare le provviste, sentire l’odore del pomodoro, l’odore del sudore del nostro lavoro, essere una squadra. Il giorno dopo portiamo i barattoli di salsa nelle nostre case, abbiamo dolore alle braccia, la nonna è rimasta con la spalla bloccata per cinque settimane. L’amore per me è dolore mentre lavoro, consumare la vita per gli altri, consumare le ossa, avere i calli sulle mani, sui piedi, camminare felicemente con i dolori. Fin da piccola, mi piaceva la musica classica e leggera. Sono stata felice nel momento in cui ho visto spuntare la passione per la musica classica in mia figlia che sta studiano felicemente rinunciando ad altre cose.

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E’ appena trascorso il Natale, abbiamo respirato per tutto il periodo un’aria di festa che ci ha dato tanta gioia e serenità. Le strade erano illuminate in tanti modi e le vetrine addobbate con nastri e ghirlande. Dalle finestre di molte case si intravedevano le sagome degli alberi di Natale ed io ho sperato che in ogni casa ci fosse anche il presepe. Nella mia, sì. Alla vigilia dell’Immacolata, ho preparato il mio grande albero di Natale con tante palline  e luci colorate, con in cima una grande stella cometa  illuminata che mi accompagna da ben trentadue anni. Per ogni Natale, allestisco l’albero allo stesso modo, quest’anno ho aggiunto una serie con lucette rosse perché volevo che fosse trasmesso più calore nella  stanza, ciò perché sentivo nel mio animo tanto amore da dare. Ogni volta che mi soffermavo vicino l’albero, sentivo amore per la vita, amore per la famiglia, amore per la speranza. Non poteva mancare però il presepe, un piccolo presepe creato con una piccola capanna con natività, dei pastorelli con il gregge e l’angelo, incastonati in un semplice paesaggio di rocce e muschio, E’ grazie alla venuta di Gesù che possiamo festeggiare il santo Natale, non dobbiamo dimenticarlo mai. Soprattutto dobbiamo tramandarlo ai nostri figli e nipoti. Ogni volta che guardavo il presepe mi stupivo: dell’amore che esprimevano Giuseppe e Maria osservando Gesù nella mangiatoia, del calore con cui lo riscaldavano il bue e l’asinello, dello stupore con cui i  pastori lo visitavano. Ogni anno tutto questo si ripete nelle nostre case, rendendoci partecipi di questa storia infinita d’amore.