I Club Penelope e Ulisse, formati dagli aderenti al MIFIDO, hanno lo scopo di valorizzare la cultura dell’identità di genere con iniziative di carattere culturale che siano fondati 1. sull’opposizione al “Tutto, subito, facile e veloce”  2. sulla morale platonica “Prudenza, giustizia, fortezza, temperanza”, 3. la realizzazione di una maturità affettiva ed esistenziale 4. Sulla costruzione di un’identità fondata sulla verità oggettiva, l’amore, la bellezza per essere una persona umana. 4. La  scoperta della cultura e dell’antropologia cristiana, base dell’identità italiana, come risposta definitiva al mistero dell’esistenza nell’incontro con la parola del Maestro del tempo e dei suoi interpreti come S. Agostino. 5. la creatività 6. La ricerca scientifica e filosofica.   Si tratta di vincere la pseudocultura depressiva del “Grande fratello”, fondata sulla soggettività, l’emozione per sentirsi vivi, l’apparire e la comunicazione senza senso. Lo scopo è creare un spazio simbolico-istituzionale, generatore di cultura e di sane difese contro le pressioni alienanti, come nel corpo umano le cellule sono prodotte luoghi germinativi.

Si tratta di una sfida alla cultura contemporanea, che vuole il degrado simbolico e morale dell’uomo e della donna, in quanto proponente la ricerca della verità oggettiva, del vero amore, eterno e con un significato spirituale oggettivante l’identità, che se interpretato alla luce della fede cristiana , attrae verso l’attesa di un compimento nel matrimonio di un significato cosmologico, l’amore di Dio per l’umanità,  basata sul mistero  rivelato  da Cristo, dell’amore di Dio generante nello spirito un uomo nuovo di natura divina.

Indubbiamente oggi i ragazzi e le ragazze sono chiamati a contrapporsi a pressioni culturali che li vuole strumenti e schiavi di sé e degli altri, casse vuote di risonanza e di opinioni comuni, consumatori di sesso e di affetti, alla ricerca dell’emozione. La pressione culturale è la generazione di emozioni e gli affetti devono essere consumati come oggetti dal marketing pubblicistico perché possano essere antidepressivi.  Il problema sta qui: il consumo di sesso e di ogni desiderio ha in sé l’istinto di morte e porta inevitabilmente alla depressione in quanto senza significato e nutrito dalla pre-genitalità infantile generante sensi di colpa. Al contrario la maturità affettiva e genitale e la realizzazione nell’unione matrimoniale di un significato che ne dia una valore eterno, cioè fuori dal tempo, consente all’amore di divenire una realizzazione trascendente di una relazione umana a cui è chiamato naturalmente. La maturità affettiva e psico-sessuale che porta alla pre-genitalità è un percorso naturale in salita che implica la rinuncia all’edonismo infantile e al “tutto-subito”. Questo richiede forza e valori morali con cui il desiderio sessuale, nei maschi, possa entrare in conflitto con valori morali e il dover essere-per e con  e le femmine possano uscire dalla parte di divenire oggetto speculare di questi, ombre dei desideri dei maschi per la realizzazione di un’identità di genere coerente con la vocazione naturale.  Si tratta dunque di opporsi alla cultura dell’adattamento e della schiavitù promossa dalla cultura Orwelliana e Lobsteriana in cui viviamo che vuole un uomo ben adattato ai poteri finanziari e politici che lo vogliono strumento. Il problema centrale è nell’esistenza giovane investire su ciò che può creare sicurezza affettiva, forza autonoma, energia positiva e una libertà interiore. La sicurezza affettiva è tuttavia costruita dalle relazioni oggettuali madre-bambino, che l’adolescente eredita, la cui qualità è determinante per la salute. La seconda variabile invece viene dal codice paterno, dall’eredità relazionale ed epigenetica del dover essere per un significato, come a livello antropologico è espresso dal Decalogo.

I Club dovrebbero dunque aprire il sistema socio-culturale della scuola, con un’attività culturale indirizzata a creare possibilità per conoscenze stimolanti la riflessione attraverso la letteratura, in primis la lettura dell’Odissea, un vera allegoria dell’esistenza umana, costituendo gruppi di lettura e di discussione, e la discussione di film contenutistici e stimolanti, come di articoli di giornale, progetti di ricerca scientifica e filosofica, attività giornalistiche nella scuola.  I club dovrebbero essere una nuova risorsa all’interno della scuola, con loro spazi e tempi al di fuori dei curriculum e dove  Si tratta dunque di aprire il sistema in senso divergente, liberandolo da attrattori necrofili e depressivi, ritornando al “sogno d’amore” e alla capacità di sublimare, esplorare e attendere, non consumare, progettando il cambiamento dell’ambiente, con un ruolo attivo di protagonisti. Per questo è necessario valorizzare il mistero dell’esistenza e i conflitti tra essere/ desiderare/poter essere/desiderare, interpretandoli in senso morale, kairologico, psicoanalitico-esistenziale, religioso.   E’ chiaro che una cultura come quella attuale che vuole far fuori l’idea del significato, cioè di una sostanza trascendente della natura umana verso l’essere una persona umana, e l’idea del mistero e dell’imprevedibilità delle possibilità sottoposte alla necessità di un senso vero che ne permetta l’interpretazione, richiede azioni contrapposte e coraggiose, come Ulisse contro Polifemo, Circe, Calipso, i mangiatori di loto e di Penelope contro i Proci poi sterminati escatologicamente dall’eroe. E’ necessario per le ragazze recuperare il valore ideale e culturale di Maria, madre spirituale dell’Occidente, che nella maternità divina e nella verginità, ha cambiato il ruolo della donna dall’essere succube e oggetto a madre di un’umanità divina e della famiglia.  E’ necessario per i ragazzi studiare la persona di Gesù Cristo, come ideale di uomo perfetto, spartiacque del tempo e del calendario del mondo, 2020 anni dopo la sua nascita.  E’ necessaria una forte ribellione dei ragazzi e delle ragazze contro la cultura dell’adattamento, della paura, della contingenza, dell’edonismo, del pragmatismo socialmente utile, oggi sposata anche dalla Chiesa- l’essere persona viene prima del fare- verso invece una cultura di un’identità reale perché fondata sulla realizzazione personale nella verità, nell’amore, nella bellezza, che richiede la coscienza del mistero di essere uomini e donne nel tempo e un faticoso processo interpretativo di se stessi e del senso dei propri atti per la ricerca della verità nel mistero del proprio essere persona:  “Redi in te ipsum, noli foras ire, interiore homine habitat veritas” (S.Agostino).