Giuseppe R.Brera[1]

La politica sanitaria si dovrebbe occupare del bene comune, con la priorità di tutelare  la salute di bambini  e adolescenti, come prescritto dalla Costituzione Italiana (art. 31), dalla Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane, dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino, dalla “Charte Mondilae de la Santé-the World Health Charter”.

Negli ultimi 50 anni, per ignoranza e malafede la politica sanitaria non si è occupata di prevenzione, come appare dalla chiusura dei servizi di epidemiologia nelle Regioni italiane. Oggi nello specifico oltre a altre emergenze come la presenza e il consumo di sostanze cancerogene in bevande predilette dai bambini e dagli adolescenti, la pandemia del consumo di droga nell’adolescenza, c’è l’emergenza della pandemia della dipendenza da smartphone e da droga, che provocano alterazioni del cervello, compromettenti le funzioni simboliche superiori,  l’integrazione cognitiva, l’attenzione, la memoria, la processazione  e la discriminazione cognitiva con la perdita del pensiero critico,  la slatentizzazione  di comportamenti impulsivi  con il probabile  avvio verso una pandemia di demenze, fronto-temporali come appare dalla ricerca scientifica.  Oggi a sistemi di potere che si servono di Internet, questo può fare comodo. Come fare a intervenire a livello preventivo?

Il rimedio è semplice. E ‘sufficiente un DL che proibisca l’accesso a Internet ai minori e introduca una patente per l’uso dello Smartphone a 18 anni,[2] in quanto è necessaria la responsabilità legale. Vi sono stati suicidi legati all’uso improprio di Internet da parte di minori. Questo creerebbe anche posti di lavoro e farebbe risparmiare ai genitori almeno 200-300 euro l’anno.  Questo porterebbe a rompere il paradigma:” Tutto, subito, facile e veloce” e promuovere un senso di responsabilità, salvando milioni di adolescenti da alterazioni del cervello e da danni psicologici, educando al tempo e alla fatica necessaria all’analisi critica e introspettiva, con grandi vantaggi per il lavoro scolastico e la vita di relazione.

Indubbiamente si tratta oggi di una rivoluzione contro-corrente, ma necessaria visto che vi sono ca 3.000.000 di adolescenti dipendenti con un cervello in via di sviluppo. Vi sono inoltre genitori scellerati che comprano gli Smartphone ai bambini, incoraggiando l’Internet addiction e le dipendenze correlate, come dai video giochi.

Sarebbe questa l’introduzione di un nuovo rito di passaggio che creerebbe tra l’altro nuovi posti di lavoro per studenti universitari e laureati in informatica.

E’ necessario un movimento culturale soprattutto tra giovani intelligenti e critici contro la pandemia della Sindrome di Mercurio, che introduce alla Sindrome del Grande Fratello.

La gravità della pandemia mondiale delle dipendenza da smartphone devono trovare una presa di coscienza mondiale dei gravi rischi per la salute mentale e comportamentale su base neurobiologica. Per questo motivo una proposta già sperimentata in Italia potrebbe divenire mondiale: la World Week Without Smartphone (WWWS)  patrocinata dalla WFSA [3], dalla SIAd e dalla Scuola Medica d Milano. E’ un atto dovuto contro l’affermarsi progressivo della società Orwelliana e Lobsteriana per la sensibilizzazione mondiale del problema.

Al liceo Munari di Crema, a 46 ragazzi è stata proposta la sfida di rimanere una settimana senza smartphone. 31 non hanno voluto provare. Dei rimanenti  solo 3 sono riusciti[4].

[1] Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza e della World Federation and Society of Adolescentology, Direttore della Scuola Medica di Milano

[2] L’idea è sottoposta al Copyright della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza e non può essere oggetto di riproduzione politica o governativa se non autorizzata.

[3] World Federation and Society of Adolescentology

[4] Fonte: https://ilquotidianoinclasse.quotidiano.net/riuscireste-a-resistere-senza-il-vostro-smartphone/no-smartphone-sfida-accettata-e-battaglia-persa/

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