Invito all’ascolto. All’ascolto dell’altro e a quello che produce in noi, come lo misuriamo perché come noi ci poniamo nell’ascolto dell’altro, lo stesso ascolto sarà riservato a noi. È un ascolto che cerca di capire, di comprendere, di portare alla luce il bene dell’altro o è un ascolto che conferma sempre il proprio giudizio, spesso negativo, che lo chiude nel suo limite, nella sua sofferenza e non porta spiragli di fiducia, di speranza, di cambiamento? Spesso prima del nostro comportamento verso l’altro, c’è il nostro ascolto che dà per scontato che l’altro sia ciò che io penso sia, che non sa cogliere in profondità e legge e valuta sempre con gli stessi parametri. Spesso vorremmo che l’altro cambiasse, ma noi siamo capaci di dargli lo spazio, il tempo, l’affetto per questo cambiamento o pensiamo e agiamo con altro come se lui fosse così e basta? Quale gioia e pace ci donano l’incontro e lo scambio con un altro con cui sentiamo e sperimentiamo sintonia, comprensione, incoraggiamento, e che valuta temporaneo, di passaggio ciò che per noi in quel momento è pesante, faticoso, a volte senza speranza e via di uscita! Ecco, questo deve essere l’ascolto che doniamo a ogni altro che incontriamo, questa è la misura con cui dobbiamo misurare; ma come è difficile essere con questo atteggiamento di ascolto con chi conosciamo da tempo e ci è vicino!