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La storia dello sviluppo delle Scienze è stata caratterizzata fin dal suo inizio dal confronto/scontro con le concezioni religiose o, per essere più precisi, da un’errata interpretazione dei dati e delle loro interpretazioni, in quanto questi venivano (e purtroppo, a volte vengono ancora) confrontati con i racconti allegorici riportati dai testi sacri delle varie Religioni. Casi emblematici, l’interpretazione letterale della Bibbia, con il corollario di considerare reali i periodi temporali (es. i sei giorni della Creazione) ed il conseguente rifiuto dei dati acquisiti dalla Scienza. Questo, spesso per mantenere il potere temporale. Emblematico in tal senso l’episodio dell’abiura cui è stato costretto Galileo dal Cardinale Bellarmino. Nei testi scolastici, viene superficialmente raccontato che Bellarmino negava semplicemente le concezioni galileiane e si era rifiutato di guardare attraverso il cannocchiale. Viceversa, secondo le più attendibili fonti storiche, anche quelle riportate dalla Chiesa Cattolica Romana, Bellarmino affermò che il Popolo incolto, messo a conoscenza di quanto scoperto da Galileo, avrebbe potuto mettere in dubbio l’intero edificio delle nozioni bibliche che venivano divulgate e, di conseguenza, le sacre scritture. Dopo secoli, finito il potere temporale della Chiesa, il Papa Giovanni Paolo II, non ha avuto nessun problema a dichiarare “l’errore” di Bellarmino. La differenza fra la Scienza e la Religione, in effetti, era già stata chiarita da Sant’Agostino da Ippona, 2400 anni fa: la Scienza (contrazione della parola conoscenza) costituisce il metodo più valido che possediamo per descrivere la realtà oggettiva, ossia ciò che definiamo immanente, viceversa, la Religione, basata sulla fede, costituisce la spinta (per i credenti l’afflato), verso il trascendente. Un ambito scientifico che, sin dai primordi, è stato oggetto di aspre controversie in tal senso, e lo studio dell’evoluzione biologica, e non solo in ambito religioso. In effetti quest’ultima è stata utilizzata per giustificare tutto ed il contrario di tutto. La situazione si è radicalizzata da quando i “Progressisti”, hanno inventato “materialismo dialettico”. Ossia una concezione materialista secondo cui la Scienza spiega tutto e quindi, non vi è bisogno né giustificazione di un Creatore. Questo stato di cose ha portato ad una situazione che, se non fosse tragica, sarebbe ridicola: da una parte alcuni credenti, in special modo quelli di più bassa cultura e/ i fondamentalisti, rifiutano in toto le Scienze naturali, o una parte di esse, dall’altra alcuni Ricercatori, esasperati dall’ostracismo e dal disprezzo nei loro confronti, hanno estremizzato il confronto, sviluppando un’intera filiera di “studi”, e quindi libri che hanno come obiettivo la negazione del trascendente. Ora, anche un Ateo come me, trova irrazionale un simile confronto. Darwin, e molti altri prima e dopo di lui, hanno chiaramente ribadito il concetto elaborato da Sant’Agostino:” Qui loquitur de veritate, de Deo loquitur”. Ancora più ridicolo ritenere, come sembra facciano alcuni Sacerdoti, che il relativismo culturale, il disprezzo per il prossimo ed anche (e lo dico da Ateo) la negazione della Religione, siano da addebitarsi all’evoluzione biologica che, semplicemente costituisce la chiave esplicativa delle scienze biologiche, senza nessuna implicazione morale e/o filosofica. La degradazione della società, con il crollo di valori ed il disprezzo della vita e della dignità umane non hanno niente a che fare con le Scienze Naturali, anzi, queste ultime hanno dimostrato al di la di ogni ragionevole dubbio l’unicità della specie Uomo ed il suo elevarsi dalla restante animalità, proprio in virtù del grado cognitivo raggiunto. Una volta che una specie ha raggiunto la consapevolezza, non può giustificare gli atti dei singoli basandosi sul comportamento delle specie che tale consapevolezza non hanno. Parimenti è lurido e meschino voler giustificare le aberrazioni etichettandole come “naturali”, in quanto esclusive di un essere raziocinante. L’esistenza o meno di un Creatore non implica assolutamente l’ambito scientifico. Parimenti ridicolo e patetico è voler dimostrare o negare l’esistenza di Dio attraverso le Scienze Naturali. Come ridicolo è portare avanti aberrazioni come il “creazionismo scientifico”, ridicolizzato persino da Papa Giovanni Paolo II e da Papa Benedetto XVI.

Ettore Ruberti

Cattedra di Biologia molecolare dell’Università Ambrosiana, Direttore scientifico “Programma anti-malaria” (Università Ambrosiana-Enea) eruberti@unambro.it