I dati scientifici su danni alla salute della Cannabis sono impressionanti. Una meta-analisi del 2012 (Canada), evidenzia che la Cannabis aveva causato 287 morti, 10.553 anni persi per mortalità prematura, 55.813 anni per disabilità, 66.346 anni persi per disabilità riferite a cause specifiche come schizofrenia, tumori al polmone e incidenti stradali. Il rischio di disturbi schizofrenici è particolarmente grave (da 2 a 9 volte superiore) quando l’uso inizia nell’adolescenza e in individui vulnerabili in cui la schizofrenia è slatentizzata. (Semple DM 2005). Lo studio NESARC del 2015, sulla qualità della vita e le conseguenze psichiatriche del consumo di cannabis, nicotina e alcool, conferma che il consumo regolare della sola Cannabis più dell’alcool, è associato a più alti tassi di patologie psichiatriche ed è predittivo di un maggior rischio di disturbi da attacchi di panico con agorafobia, fobia sociale, disturbi bipolari. Uno studio svedese su 49.321 soggetti, mostra inconfutabilmente che il forte consumo di Cannabis raddoppia il rischio di tumore al polmone e in Tunisia, di otto volte se al fumo della Cannabis è associato il tabacco. Studi epidemiologici dal 1993 al 2013 evidenziano che la Cannabis provoca disturbi cognitivi, raddoppia gli incidenti stradali, confermando la comparsa di psicosi nell’età adulta. La ricerca epigenetica e genetica corrobora in modo inconfutabile i dati epidemiologici: la cannabis è genotossica, con un meccanismo simile alla talinomide, induce il cancro in quanto silenzia geni onco-soppressori e le alterazioni genetiche si trasmettono ai figli (Reece AS, Hulse GK 2016). La dipendenza ha basi genetiche ed è trasmissibile (Stringer S e aa 2016). Chi si droga trasmette ai figli un’alta probabilità di dipendenza da tutte le droghe. Danni neurologici ai feti, con alterazioni cognitivo-comportamentali nella vita adulta, sono causati dalle gestanti consumatrici. In Colorado dove la Cannabis è legalizzata c’è stato un aumento generale del 32% della mortalità per incidenti stradali, un aumento di interventi di pronto soccorso del 29% per intossicazioni acute e di ospedalizzazioni del 38%, un aumento delle chiamate per il centro antiveleni del 72%, un aumento del 40% delle espulsioni da scuola rispetto al 2008 e un aumento della criminalità del 10%. Le intenzioni al consumo di droga in caso di legalizzazione mostrano, che il 10% dei ragazzi non consumatori avrebbero provato, mentre il 18% dei consumatori ne avrebbe aumentato il consumo (spillover effect). L’ipotesi che la legalizzazione porterebbe a una diminuzione dello spaccio illegale è falsa, perché è facile, anche se non matematico, l’uncinamento ad altre droghe anche per motivi genetici, con allegria della criminalità organizzata. La legge- che unisce stranamente avversari politici- (PD-5 Stelle), provocherebbe inoltre un mercato illecito destinato ai minori, con stimoli per l’inclusione lavorativa dell’immigrato. I dati, pubblicati per intero su http://www.adolescentologia.it (Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza) e inviati, con diffida alla discussione della legge, al Presidente della Camera, creano una pregiudiziale di anticostituzionalità ai sensi dell’art.31 (tutela dei minori) e 32 (tutela della salute pubblica). Una legge per tutelare la salute di tutti, ispirata alla “Tolleranza zero” (Dupont 1986), vincente sulla “Strategia di riduzione del danno”, sarebbe invece necessaria: dove c’è un consumatore dopo sei mesi ce ne sono 10. La droga si diffonde come una malattia infettiva. La possibilità di percepire il consumo di droga è il maggiore fattore di rischio: i genitori sono avvisati, soprattutto nell’atmosfera lassista come nelle vacanze. La famiglia, (coesione, valori, fermezza) e le qualità delle cure materne nella prima infanzia appaiono come fattori protettivi. C’è purtroppo il fondato sospetto di un “Usum delphini” motivante i firmatari della legge, oggi non approvata, grazie anche alla nostra ferma azione (Diffida al Presidente della Camera dei Deputati) di cui, secondo le “Iene” Il 32% è un
drogato. I politici, oggi “Orwelliani”, inoltre si sono serviti sempre della droga per distrarre il paese e speculare sui voti. I firmatari- anche avversari politici- se fossero “Onorevoli”, non psicodislettici (o “ex”), dovrebbero sottoporsi a un test e se positivo auto-sospendersi. Ogni schiavitù si sviluppa nella mancanza di ragione e di virtù (Zenone) per cui nell’ignoranza gli uomini, che non cercano la verità, confondono arbitrio con libertà: “In veritate libertas.

Giuseppe R.Brera

Rettore Università Ambrosiana, Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza, Direttore Scuola Medica di Milano e Person centered Medicine International Academy gbrera@unambro.it