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Non è possibile comprendere il significato (la verità) della sessualità e quindi della differenza tra i sessi senza meditare in profondità sul mistero e sulla grandezza della generazione. Ogni figlio è una novità assoluta nell’universo. Il concepimento di un uomo è un atto di creazione: dal nulla comincia ad esistere una realtà nuova. Tale realtà può essere pensata come lo scopo dell’intero universo, perché i suoi infiniti spazi ed i suoi immensi tempi non avrebbero senso se in essi non comparisse una capacità di pensarli: l’uomo, appunto. Conseguentemente possiamo affermare che la creazione è in atto ancora oggi e che ogni concepimento è un autentico big bang, a maggior ragione di quell’inizio dell’universo che gli astronomi moderni chiamano big bang. La meditazione sul figlio può procedere oltre: ogni figlio garantisce l’esistenza stessa nel tempo della società, assicura il futuro, mantiene la speranza di un significato positivo della storia.
Purtroppo questa visione entusiasmante della sessualità è oggi soffocata, particolarmente negli  adolescenti, dall’influenza di una cultura che banalizza il sesso. Essa è coerente con un materialismo pratico che ravvisa il senso del vivere soltanto nel piacere individuale ed immediato perché l’orizzonte è chiuso dalla morte e quindi dall’assurdo. Tutto è cominciato con lo sviluppo della pornografia, che, nella società industriale, è divenuta industriale essa stessa e quindi volta a generare bisogni sempre nuovi per aumentare vendite e profitti. Poi la pornografia è diventata teorica fino a pretendere di essere strumento educativo e da svolgere un’azione pubblica di convincimento attraverso una continua presentazione di una “normalità” in cui il sesso è banale. La c.d. “teoria del gender” è l’ultimo sviluppo di questa tendenza. L’adolescente è vittima privilegiata di questo ambiente inquinato. Egli attraversa una fase della vita contrassegnata dalla disarmonia in cammino verso un’armonia superiore. Fisicamente e psicologicamente egli resta per certi aspetti un bambino e per altri è già un adulto. Anche l’istinto sessuale si sviluppa in modo disarmonico. Tanto è più facile quindi è che il messaggio pornografico banalizza tendenze che dovrebbero essere provvisorie e che invece in tal modo diventano definitive.
Ma, paradossalmente, un tempo come il nostro per il quale si potrebbe ripetere ciò che scrisse Huizinga nel 1939: “Vediamo che d’un tratto tutto ciò che credevamo saldo e sacro si è messo a vacillare: verità e umanità, ragione e diritto” può essere interpretato come una stagione straordinaria perché chiede in tutto l’autenticità, cioè la scoperta della verità. In passato le norme di fatto applicate in materia sessuale erano condizionate dalla tradizione, dall’economia, dalla impossibilità di controlli sulla generazione. Oggi è necessario rifondare il senso della dimensione sessuale dell’uomo e della donna scoprendo la verità più profonda sulla famiglia, sull’amore, sulla generazione.

Carlo Casini

Già Presidente Commissione Affari Istituzionali dell’Unione Europea, Magister ad Honorem dell’Università Ambrosiana, Membro onorario della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. ccasini@unambro.it
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