Ed. Università Ambrosiana   ©Copyright SIAd 1992- Università Ambrosiana 1995-2018

C’è un fenomeno culturale oggi molto preoccupante: la normalizzazione della pregenitalità, che trova nell’ideologia della omologazione delle differenza sessuale uomo donna il punto di partenza. (“Gender”). I due fenomeni trovano espressione oggi in pressioni culturali e politiche che vogliono rendere equivalenti l’omosessualità con l’eterosessualità, fino all’adozione dei bambini da coppie omosessuali. Il fenomeno culturale sta divenendo struttura culturale avendo equiparato per legge la famiglia naturale, con la coppia omosessuale come è apparso dalla legge de governo Renzi, sulle “Unioni civili delle persone dello stesso sesso”, generando grande confusione su cosa si fondi la civiltà. La psicoanalisi con Freud aveva identificato nella genitalità lo stadio conclusivo dello sviluppo psicoaffettivo, il che significa che nell’uomo c’è una teleonomia naturale: l’essere fatti per l’amore eterosessuale solo capace di generare bambini e quindi di garantire il futuro. La genitalità, tuttavia non è solo fondata su desiderio e istinto diretto alla unione sessuale essa è per la psicoanalisi la norma dell’essere una persona adulta, che trova nelle relazioni umane con il mondo e anche con Dio, reciprocità, alleanza, riconoscenza, creatività, generazione del nuovo, e sul piano affettivo la speranza per il futuro, la gioia per ogni novità che sia vita e che generi vita e il coraggio di difendere la vita del più piccolo e del più debole e di lottare contro tutto ciò che genera morte . Dobbiamo a Franco Fornari, in “Genitalità e cultura “la nascita del concetto di personalità genitale in contrapposizione alla personalità pregenitale che è quella del bambino centrata su se stesso, sull’auto erotismo e non sul piacere della reciprocità. Il  cristianesimo è la religione genitale per eccellenza, fondante l’alleanza e la dell’uomo con DIO: l’Islam è una religione pregenitale, fondata sulla sottomissione. La sessualità, propria anche degli animali non va confusa con la genitalità, solo umana. Al contrario la pregenitalità, sul piano affettivo ed emotivo è considerata dalla psicoanalisi come un blocco dello sviluppo psicosessuale a uno stadio pregenitale, una mela acerba, in un albero da frutta matura. Si tratta di un’anormalità che ha diverse origini e che trovano sostanzialmente nella paura dell’uomo per la donna e della donna per l’uomo, la ricerca di un’identità speculare idealizzabile, come Narciso, la sua espressione e che provoca instabilità emotiva e depressione in quanto la pregenitalità genera sensi di colpa, che chiedono catarsi proiettiva o vengono rivolti verso di sé. Di qui la tendenza al conflitto o la passività e certe volte fino al suicidio e alla droga. La parola “Gay” è infatti una maschera, per nascondere la depressione. C’è l’assoluta certezza scientifica che il comportamento omosessuale crea alle persone gravi problemi .In particolare lo studio epidemiologicamente più valido sulla materia ( meta-analisi su 13706 lavori scientifici con l’inclusione definitiva di 25 lavori con un campione di 214,344 eterosessuali e 11,971 omosessuali , ha rivelato un rischio di suicidio 2,5 volte superiore nel campione degli omosessuali rispetto agli etero , un rischio di depressione compreso tra 1,5 e 4 volte più alto , un rischio di dipendenza da alcool di quattro volte superiore e da sostanze stupefacenti superiore di 3,5 volte, un rischio di tentato suicidio ,soprattutto in uomini omosessuali o bisessuali di 4,28 volte superiore. A questo si aggiunge il rischio di un aumento della trasmissione dell’HIV di 44 volte superiore e di sifilide di 47 volte superiore negli omosessuali. Il rischio di cancro dell’ano è fino a 10 volte superiore. Vanno tenuti in conto i maggior rischi di altre patologie infettive quali l’epatite B, la A e molte altre infezioni anche mortali tra cui l’Herpes Simplex virus 8, la Neisseria Meninigitidis, l’Epstein-Barr virus, la Salmonellosi, la Giardia, la Shigellosi e le infestazioni da Scabbia e da Pediculosi etc. (8 ,9). A queste patologie si
aggiungono nei maschi le patologie da traumi anali, che finiscono dal chirurgo. Di qui la necessità di prevenire quando vi sono problemi di orientamento sessuale, non di cristallizzare socialmente con leggi non costituzionali. “L’amore non è uguale per tutti”, contrariamente a una scellerata trasmissione televisiva che affermava il contrario. L’idea di alcune forze politiche di consentire l’adozione di figli o la fecondazione eterologa da parte di omosessuali va assolutamente ostacolata e respinta in quanto questo danneggia lo sviluppo di un altro essere umano che ha il diritto di avere un padre e una madre. Se comunque l’uomo è libero di fare anche il proprio male, in questo caso l’azione comportamentale di una perversione sessuale va da considerarsi una scelta privata, non è lecito che un problema psicologico venga normalizzato, a danno di terzi, ad esempio 100.000 adolescenti con turbe di orientamento sessuale che potrebbero essere spinti all’omosessualità, che come abbiamo visto ha gravi effetti socio-sanitari sulla persona, da una sua normalizzazione culturale. La verità per la libertà e la democrazia deve dunque vincere ed è per questo motivo che la SIAd ha denunciato alla magistratura Matteo Renzi, ex presidente del consiglio, per avere presentato una legge lesiva degli adolescenti, Grasso ex presidente del Senato, per non avere rimandato alla Commissione giustizia del Senato il disegno di legge sulle “Unioni civili delle persone dello stesso sesso”, in quanto anticostituzionale ai sensi dell’art.31(tutela dei minori) e 32 della Costituzione (tutela della salute) e il ministro della salute Lorenzin per non avere presentato i rischi sanitari della possibile normalizzazione culturale della omosessualità. La SIAd ha inoltre denunciato la RAI, nella persona della direttrice di Rai 3 Daria Bignardi per avere mandato in onda (anche sotto Natale), un programma normalizzante le unioni omosessuali, dopo averlo mandato in onda tempo prima in seconda serata (senza audience). Recentemente inoltre la RAI, in cui chiaramente c’è una lobby di pervertiti, nel senso scientifico del termine, ha introdotto nel programma omosessuale un coppia in cui al posto di avvenente ballerina, allieva, c’era un noto e simpatico omosessuale, pervertendo il significato rituale e antropologico del ballo, uomo donna, come erotizzazione artistica del desiderio sessuale. La Rai dunque fa pubblicità alla perversione, anche introducendo nelle fiction in prima serata scene di approcci omosessuali, come è successo. Vi sono dunque dei veri avversari della salute mentale e morale degli adolescenti, presentando la perversione dell’istinto sessuale nella sua essenza reale: la perversione anomala dell’istinto sessuale, risultato del blocco dello sviluppo psicosessuale a una fase pre-genitale. Questa è la verità e la democrazia per promuovere la libertà deve trovare in essa il suo fondamento. E utile ciò che è vero, non è vero ciò che è utile e la salute del corpo, della mente e dello spirito, che nasce dalla libertà dell’uomo di scegliere “Le migliori possibilità per essere la migliore persona umana” trova qui il suo fondamento. Infatti quando a livello biologico, come appare nella attività del sistema immunitario, c’è un errore dell’interpretazione dei messaggi, il sistema immunitario impazzisce e perde la capacità di riconoscere e discriminare chi è nemico della vita e amico della morte da chi è amico della vita e nemico della morte. La verità della vita per l’organismo biologico è legge di sopravvivenza che nasce dall’annientamento di virus, batteri divenuti patogeni e cellule tumorali. Alcuni parlamentari dovrebbero avere l’umiltà d’imparare dalle leggi della natura, non l’onnipotenza delirante di attirare consenso con il marketing della perversione per essere eletti dalla lobby omosessuale, a danno di migliaia di adolescenti problematici che invece d’interpretare il loro desiderio anormale come possibilità d’atto, dovrebbero cercare un aiuto psicoanalitico e spirituale per decifrarne la causa e il senso, che appare legato alla difficoltà, incoraggiata da genitori immaturi, di disfarsi dei legami infantili e spesso dal desiderio di punire il genitore del proprio sesso che lo ha comunque generato. Il desiderio dell’omosessuale di adottare, appare invece legato alla necessità di difendersi
dalla depressione della mancanza di significato e di finalità genitale del comportamento sessuale pervertito. La pre-genitalità ha infatti come compagni di strada la depressione, dovuta ai sensi di colpa inconsci che essa genera e il narcisismo. Ecco perché gli omosessuali sono a maggior rischio di disturbi psichiatrici. La problematica sanitaria evidente nella popolazione degli omosessuali ne fa un problema socio-sanitario e sociale, più che un’ideologia del sesso da normalizzare.

Giuseppe R.Brera

Rettore Università Ambrosiana, Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza, Direttore Scuola Medica di Milano e Person centered Medicine International Academy gbrera@unambro.it