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Il numero di accessi al Pronto Soccorso da parte di adolescenti per somatizzazioni, disturbi d’ansia, traumi e abuso di alcool e droghe è in costante aumento. Queste manifestazioni sono il segnale di una difficoltà di crescita e richiedono risposte immediate e articolate che considerino sia la dimensione corporea dei ragazzi che quella emotiva ed ambientale. Il presente contributo focalizza l’attenzione su una metodologia di prevenzione – intervento innovativa che prevede una presa in carico integrata e tempestiva degli adolescenti e dei loro familiari da parte di una équipe multidisciplinare composta da medici ed infermieri del Pronto Soccorso e dell’Unità di Pediatria dell’Ospedale Bassini, psicologi ed educatori dell’Associazione Area G e mediatori culturali.
Il progetto “Servizio Famiglie e Adolescenti in Ospedale “è il risultato della collaborazione ormai decennale fra l’Associazione Area G e l’Unità Operativa di Pediatria del Presidio Ospedaliero Bassini di Cinisello Balsamo. In rete con le buone prassi presenti sul territorio, è attivo dal 2004 prima grazie al sostegno di fondazioni private, poi dall’ottobre 2012 al dicembre 2015 è proseguito come sperimentazione approvata da Regione Lombardia nell’ambito delle politiche di welfare con la denominazione “Adolescenti in difficoltà anche con problemi di consumo, abuso e dipendenze”.
DESTINATARI

Il progetto si rivolge a nuclei con figli adolescenti (12-22 anni) che arrivano al Pronto Soccorso o all’Ambulatorio di Pediatria per un “attacco al corpo”, cioè agiti autolesivi vari, attacchi di panico, crisi d’ansia, disturbi somatoformi, abuso di sostanze e/o di alcool, rifiuto-abuso di cibo, tentati suicidi, traumi ripetuti. Questi comportamenti, in continuo aumento, sono espressione di un profondo disagio psicosociale, spesso sotterraneo, che coinvolge l’adolescente e i suoi genitori, ma hanno anche un valore comunicativo in quanto portatori di un urgente bisogno di aiuto che non può essere espresso a parole.
METODOLOGIA OPERATIVA

1) Valutazione clinica e risposta medica, da parte di un pediatra dei ragazzi che arrivano in Pronto Soccorso o nell’ambulatorio di pediatria che presentano la sintomatologia in oggetto;
2) se necessario, indicazione di un breve ricovero come strategia di intervento quando l’ansia è alta o c’è il rischio che il ragazzo compia ulteriori agiti. I ragazzi sono ricoverati nel reparto di pediatria, al
cui interno ci sono tre stanze arredate ad hoc per gli adolescenti (cinque posti letto in totale);
3) indicazione, sempre da parte di un pediatra di una presa in carico psicologica rivolta sia ai ragazzi che ai loro genitori alla quale potranno affiancarsi o seguire altre tipologie di intervento in base ai disagi e ai bisogni dei diversi nuclei valutati in itinere dall’équipe multidisciplinare (medici, infermieri, psicoterapeuti, educatori, mediatori culturali). Il primo incontro con lo psicologo avviene a distanza di 24 massimo 48 ore dal primo accesso in Ospedale.
Il progetto costituisce un potente dispositivo di prevenzione e cura; c’è la “cura” della sofferenza organica e, contemporaneamente, la “cura” della sofferenza emotiva quando ancora non c’è una richiesta esplicita di aiuto.
OBIETTIVI
Gli obiettivi raggiunti e in continuo potenziamento sono:
1) cogliere tempestivamente il disagio psicosociale, offrendo sia ai ragazzi che ai genitori interventi terapeutici integrati (medici, psicologici, educativi) ed articolati che rispondano ai differenti livelli di bisogno e in rete con le diverse risorse del territorio così da favorire una rimessa in moto del processo evolutivo dell’adolescente e della comunicazione intra famigliare;
2) limitare sia il rischio che l’adolescente, non riconosciuto nella sua sofferenza, alzi il tiro facendosi male in modo più violento, sia il rischio che questi comportamenti si strutturino in una patologia conclamata con elevati costi sia individuali che sociali;
3) promuovere lo sviluppo di una cultura comune su questa tipologia di manifestazioni attraverso la formazione e la sensibilizzazione di operatori sociosanitari sia dell’Ospedale che del territorio così da cogliere e decodificare tempestivamente questi segnali di allarme e da fornire risposte adeguate che coinvolgano tutto il nucleo.

I DATI
Nel periodo compreso fra l’ottobre 2012 e il dicembre 2015 i nuclei, con un figlio con un quadro sintomatologico che rientra negli “attacchi al corpo” sono stati 511 (F 369, M 142). La quasi totalità dei nuclei/ragazzi (circa 95%) dopo la prima fase di valutazione clinica ha accettato la presa in carico all’interno del progetto.
1) Invio: il maggior inviante è il Pronto Soccorso (220 nuclei/ragazzi) seguito subito dopo dalla rete territoriale (servizi sociali, servizi Asl, privato sociale, scuole ecc. – 140 nuclei/ ragazzi) questo ad indicare la visibilità del servizio e il lungo lavoro di costruzione della rete e dei rapporti di collaborazione. Gli accessi spontanei (87 nuclei/ragazzi) e l’invio da parte dei medici di base, ospedalieri e specialisti privati (64 nuclei/ ragazzi) confermano la visibilità del servizio e le collaborazioni costruite;
2) Provenienza: la provenienza dei nuclei è così suddivisa: Cinisello Balsamo (190 nuclei/ ragazzi), Bresso, Cormano, Cusano M., Sesto S.G. (142 nuclei/ragazzi), Milano e provincia (87 nuclei/ragazzi), Monza (76 nuclei/ ragazzi), Comuni più lontani (16 nuclei/ragazzi);
3) Sintomatologia: le sintomatologie maggiormente dichiarate all’accesso sono: attacchi di panico e crisi d’ansia (141 ragazzi), disturbi somatoformi (130 ragazzi) e disturbi del comportamento alimentare (121 ragazzi), a cui seguono abusi di alcool e sostanze, scarificazioni, tentati suicidi e traumi ripetuti.
Nel periodo compreso fra l’ottobre 2012 e il dicembre 2015 i nuclei, con un figlio con un quadro sintomatologico che rientra negli “attacchi al corpo” sono stati 511 (F 369, M 142). La quasi totalità dei nuclei/ragazzi (circa 95%) dopo la prima fase di valutazione clinica ha accettato la presa in carico all’interno del progetto.
1) Invio: il maggior inviante è il Pronto Soccorso (220 nuclei/ragazzi) seguito subito dopo dalla rete territoriale (servizi sociali, servizi Asl, privato sociale, scuole ecc. – 140 nuclei/ ragazzi) questo ad indicare la visibilità del servizio e il lungo lavoro di costruzione della rete e dei rapporti di collaborazione. Gli accessi spontanei (87 nuclei/ragazzi) e l’invio da parte dei medici di base, ospedalieri e specialisti privati (64 nuclei/ ragazzi) confermano la visibilità del servizio e le collaborazioni costruite;
2) Provenienza: la provenienza dei nuclei è così suddivisa: Cinisello Balsamo (190 nuclei/ ragazzi), Bresso, Cormano, Cusano M., Sesto S.G. (142 nuclei/ragazzi), Milano e provincia (87 nuclei/ragazzi), Monza (76 nuclei/ ragazzi), Comuni più lontani (16 nuclei/ragazzi);
3) Sintomatologia: le sintomatologie maggiormente dichiarate all’accesso sono: attacchi di panico e crisi d’ansia (141 ragazzi), disturbi somatoformi (130 ragazzi) e disturbi del comportamento alimentare (121 ragazzi), a cui seguono abusi di alcool e sostanze, scarificazioni, tentati suicidi e traumi ripetuti.
IL BISOGNO DI UNA CONTINUITA’
“L’unità di offerta sperimentale”, è dopo più di dieci anni identificata dal territorio e dai cittadini come un Servizio anche se non lo è. Questa realtà con il passare del tempo è diventata sempre più nota e si è costituita come punto di riferimento, oltre che per il territorio di Cinisello, anche per i Comuni limitrofi come Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Sesto S. Giovanni, Cologno Monzese, Monza, Milano e Provincia. Questi dati confermano l’indubbia utilità di questa “unità d’offerta” rispondente ad un bisogno emergente che non trova risposte adeguate nei servizi attualmente in essere.
Perché si crei la possibilità di una programmazione costruttiva a lungo raggio, che permetta una più ampia integrazione e funzionalità fra pronto soccorso, reparto, ambulatorio, équipe e territorio, è necessario che il “Servizio” diventi stabile.

Rosaria Landoni

Pediatra-adolescentologo medico –Ospedale Bassini,Milano. rlandoni@adolescentologia.it