Il nocciolo della questione dovrebbe consistere nella scelta di non voler più «trattenere a sé» i figli con mezzi disonesti (ricatti, credenze, trappole, profezie distruttive): nella scelta di non travisare la realtà esiste una buona intenzione che i figli apprezzano molto. Oltre a ciò, dire la verità ai figli significa essere presenti nella quotidianità insegnando loro a mantenere una sana distanza da tutto ciò che li inquieta per non cadere nella trappola della paura e prevenire molti disturbi psichici; significa poter piangere senza nasconderlo come se fosse una cosa sbagliata o da reprimere; significa condividere i dolori per cercare insieme delle soluzioni; significa gioire insieme e apprezzare i colori della vita; significa rimanere sempre in sintonia ma anche rispettosi, reciprocamente, dei bisogni di restare da soli; significa chiedere scusa quando si sbaglia nei loro confronti; significa eliminare tutte quelle stupide ed inutili abitudini che in passato venivano adottate per spaventare i bambini; significa adattarsi a tutte le età e ai bisogni dei figli per capire, dal loro punto di vista, le esigenze: solo in questo modo loro impareranno a fare altrettanto; significa essere onesti ed affidabili, essere aperti e sinceri ma sempre nel rispetto della loro sensibilità. Dire la verità ai figli significa accorgersi di aver appena commesso l’errore di sminuire ciò in cui un figlio crede e dirgli subito: «non permettere mai che una persona limiti la tua libertà… se credi in una cosa, realizzala affidandoti sempre a te stesso». Non dobbiamo pensare di diventare genitori perfetti ma persone che migliorano nel corso del tempo e che  imparano che dire la verità ai figli significa dire ciò che possiamo dire- ma mai considerando i nostri bisogni che si nascondono dentro la paura di perdere i figli – ma ciò che è giusto dire per «attrezzarli mentalmente» affinché possiedano un bagaglio che in  ogni  momento della loro vita rappresenti – quando si allontaneranno da noi – il contenitore più fornito e più sicuro per vivere bene.