Laboratorio creativo di genitorialità: una proposta nuova di formazione degli adulti per vivere il Kairos dell’esistenza – Il 5 Aprile 2018 presentazione del volume a termine del modulo” l’esperienza dell’uomo di fronte alla sofferenza.” a cura dei partecipanti al percorso.

Il laboratorio di genitorialità, aperto a tutti coloro che a diverso titolo svolgono ruoli educativi (genitori, educatori, insegnanti, catechisti) promosso dallo spazio adolescenti e giovani Giovanni Paolo II  a Massafra impegna le persone a migliorare la qualità della vita personale per realizzare l’essere persona nell’amore, verità e bellezza.

Sicuramente diamo la possibilità a chi segue il nostro laboratorio di cercarsi, di trovarsi, di donarsi. Li accompagniamo in questo percorso di riflessività. Non seguiamo un modello da conferenza, ma cerchiamo di mettere le persone al centro aiutandole a mettere la testa nella loro vita, valorizzando la dimensione relazionale all’interno del gruppo e promuovendo lo spazio autobiografico-narrativo.

La fase della narrazione ( della memoria, del riferimento al recinto dei ricordi) nel nostro laboratorio creativo di genitorialità riveste una notevole importanza.

La narrazione di sé , in un ambiente protetto e condiviso, permette alla persona la scoperta di nuovi significati fino a quel momento non ipotizzati, la autorizza a raccontare ufficialmente storie di sé precedentemente non dichiarate. Il racconto apre alla persona orizzonti non ancora esplorati, talvolta dolorosi, divenendo in ogni caso possibile fonte di cambiamento. I temi di vita sono gli argomenti delle nostre narrazioni, sono i vincoli e le occasioni che consentono di conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda. L’essere umano condivide temi evolutivamente riconosciuti come significativi e fondanti, che rendono ognuno di noi uguali a tutti gli altri ma, al tempo stesso, diverso nel modo singolare di interpretare ed incarnare i suddetti temi

Direi che lo stesso contesto del laboratorio cioè le relazioni feconde, empatiche, attente, cariche di ascolto ed adeguate sono il primo motore formativo.

La centralità dell’ascolto, del dialogo e della relazione non è semplicemente una scelta metodologica funzionale ma direi ontologica perché coerente con l’identità più profonda dell’uomo che è un essere con ed un essere per, cioè chiamato alla relazione e all’auto trascendenza, ossia andare oltre se stesso, dimenticandosi, verso un compito, una persona, un Dio da amare.

Non si tratta tanto di dare suggerimenti, consigli ma di accompagnarli a fare esperienza della propria realtà e di come dovrebbe essere la propria realtà in un clima di relazioni feconde caratterizzate da empatia, ascolto, compassione, tempo, fiducia, accoglienza.

Il nostro criterio di riferimento, ma anche d’interpretazione e di verifica è di partire dalla persona nella sua totalità per arrivare alla persona per favorirne la continua crescita. Persone autentiche, vere, libere faranno la differenza ad ogni livello, in particolare saranno capaci di relazioni educative feconde e di assolvere al ruolo di pace maker per le giovani generazioni aiutandole a trovare un senso nella propria vita secondo la logica del dono

Se questo criterio è soddisfatto il nostro percorso è secondo bene e verità.

Un’ esperienza , un piccolo germoglio per sostenere  i giovani che rappresentano la nostra speranza, il nostro futuro.