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Asino psicodislettico

Come vengono impegnati i lauti stipendi parlamentari !

(Su Asini d’Italia 2 la lista dei parlamentari)

Blog curato dalla SIAd

Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza: http://www.adolescentologia.it

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La legge psicodislettica per lo sviluppo dell’Italia

Il possesso: dove si riafferma il Pannelliano : “Droga libera per tutti ” . Gli asini psicodislettici non conoscono i danni alla mente, al cervello e alla salute ( es. raddoppio del rischio al tumore al polmone- danni genetici che vengono trasmessi alle generazioni successive-danni ai fati delle madri consumatrici-aumento spaventoso incidenza disturbi schizofrenici in adulti consumatori da ragazzi, aumento incidenza disturbi attacchi di panico etc) Aumento 30% incidenti stradali ,aumento ricoveri in pronto soccorso (29%), aumento abbandono scolastico (40%) , passaggio alla dipendenza ad altre droghe, aumento criminalità, aumento iniziazione alla droga e al consumo …..La legalizzazione è ben vista dalla criminalità organizzata per l’attivazione di un mercato parallelo di “di roba buona e autentica” e per il fatto che il 20% ca degli iniziatori diventano consumatori cronici e chiedono altre droghe,tipo cocaina.

Per approfondire leggere “Asini d’Italia”

Si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo – 5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio – non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

L’autocoltivazione: dove l’asino psicodislettico puo’iniziare una carriera di spacciatore e aumentare il consumo di droga con grave danno a sé e agli altri (Incidenti stradali etc).Puo’ essere un incentivo allo sviluppo del PIL  e un modo per favorire l’inclusione degli immigrati in una forza lavoro produttiva

È possibile coltivare piante di cannabis, fino a un massimo di 5 di sesso femminile, in forma sia individuale, che associata. È altresì consentita la detenzione del prodotto ottenuto dalle piante coltivate. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.

I cannabis social club: dove gli asini psicodislettici possono ritrovarsi per condividere le esperienze anche parlamentari. Il Presidente della camera potrebbe aprire un’aula per i fumatori,prima delle riunioni d’aula e di commissione: chissà potrebbe venir fuori anche un nuovo premier italiano, visto il nuovo partito  !

Per la coltivazione in forma associata, è necessario costituire una associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato. È possibile iniziare a coltivare decorsi trenta giorni dall’invio della comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. Anche in questo caso le comunicazioni sono protette dalle norme previste per i “dati sensibili” dal Codice Privacy.

La vendita : dallo stato biscazziere allo stato psicodislettico. Un incentivo per la salute degli italiani,delle famiglie e dei giovani

È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Per queste attività sono autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche soggetti privati. Sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali. Per le attività soggette a monopolio sono previsti principi (tracciabilità del processo produttivo, divieto di importazione e esportazione di piante di cannabis e prodotti derivati, autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, vigilanza del Ministero della salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento, ecc. ecc.), la cui attuazione è delegata a tre decreti ministeriali. La violazione delle norme del monopolio comporta, in ogni caso, l’applicazione delle norme di contrasto alla produzione e al traffico illecito di droga.

Per curarsi meglio: sono già presenti sul mercato farmaceutico farmaci a base di cannabinolo.

Sono previste norme per semplificare la modalità di individuazione delle aree per la coltivazione di cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale. Sono inoltre semplificate le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis. L’obiettivo è quello di migliorare una situazione, come quella attuale, in cui il diritto a curarsi con i derivati della cannabis è formalmente previsto, ma sostanzialmente impedito da vincoli burocratici, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati.

Fuori, no! Il parlamento si deve dotare di una fumeria e vista l’abolizione del reato di atti osceni in luogo pubblico,di un luogo privilegiato per amplessi omo e eterosessuali, dove possono incontrarsi i fidanzati prima delle riunioni d’aula e di commissione ( vista la legge legittimante le unioni omosessuali)

Si stabilisce un principio generale di divieto di fumo di marijuana e hashish  in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto.

Se fumi, non guidi: dove è prescritto l’impegno delle forze dell’ordine , visto il poco lavoro, al controllo della positività ai test sulla droga che richiedono esami del sangue e del capello, dato che il tampone frontale non dà assoluta certezza. E’ dunque necessario un fermo giudiziario.

Come per l’alcol, la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Nel caso della cannabis, rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetraidrocannabinolo (THC) che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici, e non solo un consumo precedente che abbia esaurito il cosiddetto effetto “drogante”.

La prevenzione: dove la cultura sanitaria preventiva dei legislatori si esprime al massimo livello. Prima consenti il consumo e la coltivazione poi previeni: un esempio di schizofrenia istituzionale

I proventi derivanti per lo Stato dalla legalizzazione del mercato della cannabis sono destinati per il 5% del totale annuo al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione/detenzione di cannabis, sono interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti.

skinerizzazione

La proposta di legge è anticostituzionale ai sensi dell’art. 31 (Tutela dei minori) e 32 (tutela della salute)

firma la petizione:http://www.citizengo.org/it/signit/35967/view